Flusso di lavoro, dal microstock al social networkTempo di lettura 3 min.

Flusso di lavoro, dal microstock al social network

Flusso di lavoro – Microstock

Sollecitato da Paolo Gallo, a seguito di alcuni scambi di commenti ad uno dei suoi articoli Vendere foto online, provo a raccogliere le idee per una proposta, che poi è quella che cerco di seguire, di come gestire la presenza sulla rete con le foto caricate sulle agenzie di microstock. Premetto subito che sono un appassionato di fotografia a tempo perso e di livello “eterno principiante”, da pochissimo affacciatosi sul mondo del microstok, perciò siate clementi… e soprattutto è il mio primo articolo su fotografia e microstock!

Prima di arrivare all’invio delle foto ai siti microstock, e successiva condivisione, procedo alla scelta delle foto “candidate”. Seleziono le foto da tre categorie principali:

  1. Personali – foto di familiari, amici, ecc.;
  2. Lavoro – foto scattate per lavoro, quello vero, relative a fabbricati, lavori edili, ecc.;
  3. Microstock – foto pensate e scattate per il microstock;

Dalle prime due categorie seleziono le foto che, per contenuti, non presentano persone riconoscibili o porzioni di immobili identificabili così da non dovere richiedere liberatorie.

Con le foto selezionate nelle prime due categorie e quelle della terza passo alla post-produzione effettuando una ulteriore scrematura fino ad arrivare alle (poche) foto da inviare a cui ho già aggiungo il nome e i relativi tag (keys).

Pronte le foto passo all’invio delle stesse alle agenzie di microstock, inizialmente solo Fotolia e da qualche giorno anche su 123RF. Per l’invio utilizzo FileZilla anche se sono disponibili alcuni software specifici quale, ad esempio, StockUploader in grado di aggiungere tag e gestire invii multipli alle varie agenzie di microstock. Sicuramente da provare.

Inviate le foto parte l’attesa per sapere quali saranno accettate…

Ottenuta l’accettazione ritroviamo nel portfolio personale le nuove foto da cui è anche possibile copiare il link o condividere direttamente tramite apposito pulsante corrispondente ai vari social network. Oltre a il link diretto della foto è possibile utilizzare anche i vari programmi di affiliazione che permettono di guadagnare una piccola percentuale su eventuali vendite di acquirenti proveniente dal vostro link. Ogni agenzia ha un suo metodo perciò è sempre leggere bene le istruzioni.

I social network sono molti e ciascuno di noi ha le proprie preferenze. Personalmente utilizzo Twitter, Google+ che ritengo il migliore, Pinterest e da poco mi sono deciso a provare anche Behance ma ne parlo più avanti perché merita un discorso a parte. Nella condivisione è importante ricordarsi di inserire anche gli hashtag i quali facilitano la ricerca in base ad un argomento, anche da persone non a noi collegate, aumentando notevolmente la visibilità del nostro post.

Leggendo sui vari forum dedicati al microstock troverete anche chi critica questo metodo di condivisione in quanto ne consegue un forte aumento delle visite e che, se non porta delle vendite, porterebbe a un abbassamento del “rating” che ogni motore di ricerca, di ciascuna agenzia di microstock, assegna alla foto stessa con conseguente riduzione della visibilità.

È una critica fondata? Non lo so anche perché ogni sito di microstock si guarda bene a divulgare gli effettivi parametri che influenzano il rating della visibilità di ciascuna foto. Se pensate che detto metodo possa, alla fine, arrecare un danno è possibile condividere il link al portfolio anziché il link alla foto. A voi la scelta.

Da pochi giorni mi sono deciso a iscrivermi a Behance in quanto si rileva una formidabile fonte di ispirazione grazie alla presenza di molti artisti di altissimo livello di cui è possibile seguire i lavori. Non aspettatevi il solito social network, anche se sono presenti molte delle classiche funzionalità, ma scoprirete un vero e proprio laboratorio per sviluppare le proprie idee singolarmente o in collaborazione con altri utenti.

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Stock Photos from 123RF

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